“Vostra Signora Del Rumore Rosa”-nove composizioni per cacophonator-

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Il mio ultimo lavoro è ora  ufficialmente  rilasciato, nove composizioni per cacophonator, tutte registrate senza sovraincisioni, ritornare all’immediato, all’espressione e all’atto istantaneo,  accettare l’errore. Ha in se tutto cio’ che sono io, risente e risponde a tutto cio’ che mi rende insofferente o all’opposto mi entusiasma.

Da un po di tempo non sopporto la velocita’ con la quale le cose avvengono, le notizie come vengono fornite, l’informazione, i “trend” le mode , le idee,  tutto viene divorato senza neanche rendersi conto cosa si stia ingerendo oppure non viene nemmeno soppesato, tutto avviene velocemente , troppo.

Anche la musica

In questo disco la mia musica è lentissima, non (solo) come velocita in termini di BPM  e’ lenta concettualmente, ogni piu’ piccolo suono ha la stessa importanza dei suoni piu “grossi”, ogni momento ogni silenzio ha il suo peso.

In questo disco  il tempo è dilatato, i brani son mediamente lunghi, si aprono lentamente, camminano con calma e si esprimono senza fretta, ogni concetto espresso si prende il suo tempo.

Se si ha fretta, poco tempo, se si è nel posto sbagliato questo disco non va per niente bene, meglio ascoltare altro.

In questo disco la dinamica è portata al massimo, si passa dal ppp pianissimo al FFF fortissimo, come ad un concerto di musica classica, l’uso del compressore qui è quasi un’idea.Da anni  mi son scoperto disturbato  da tutti quei dischi con altissima compressione, io li chiamo dischi da supermercato, che si possano ascoltare sempre anche nel posto piu’ rumoroso, dinamica zero, qui interviene la psicoacustica, l’orecchio, il cervello si affaticano, sono come quei televisori esposti in serie nei centri commerciali che rimandano immagini della natura con colori irreali, troppo “veri”, mi affatica  guardarli.

In questo mio disco ho ricercato il piacere di tutti i suoni, i piu’ piccoli, microscopici e i piu’ grandi, profondi, dei baratri, ma per apprezzarli bisogna rallentare , fermarsi, abbandonarsi. Un po come quando vogliamo vedere un cielo stellato la notte di San Lorenzo, bisogna allontanarsi dal centro abitato col suo inquinamento luminoso, bisogna cercare il buio piu’ buio.

Questo disco è un concetto: l’invito a riconsiderare il nostro atteggiamento nei confronti dei momenti di tutti i giorni, la tecnologia influenza il nostro modo di interagire, inevitabilmente, la tecnologia che ci circonda è una tecnologia velocissima dal risultato certo ed immediato, una tecnologia che addormenta l’iimaginazione. Nel suonare lo strumento estremanete limitato  che mi son costruito, praticamente privo di tecnologia, la mia immaginazione ha fatto ginnastica, l’immaginazione che  lavora in presenza di limiti, si ipertrofizza.Gesti consueti, automatici, indotti da strumenti familiari non sono piu’ applicabili

Questo disco è un’idea, un concetto, un’idea forte diventa il primo strumento musicale.

Le composizioni son state fatte prevalentemente di notte, registrate di notte, io vivo molto e lavoro alla musica di notte,  e mi rendo conto che questo fattore ha influenzato tantissimo il risultato, quasi mi sembra che ascoltarlo di giorno non gli renda giustizia.

Questo disco sussurra nel buio.

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My last work, nine compositions for cacophonator, recorded live, no overdubs, a return to the immediate, the expression and the instantaneous act, accept the error.

It  suffers and responds to everything that makes me impatient or, on the contrary, excites me.

I can not stand the speed with which things happen, the news, the information, the “trends”, the ideas, everything is devoured without even realizing what you are ingesting is not balanced, everything happens quickly, too.

Also the music

In this album my music is very slow, it is slow conceptually and in terms of BPM.

In this record time is dilated, the pieces open slowly, walk calmly and express themselves without haste, every single sound every concept expressed takes its time.

In this album, the dynamic is brought to the maximum, you go from the ppp pianissimo to FFF fortissimo, like a concert of classical music, the use of the compressor here is almost just an idea, it bothers me to listen to those discs with compressors used in Massive and intrusive, zero dynamic, fatiguing listening to them, it is psycho-acoustic, they are like those televisions exhibited in series in shopping centers that postpone images of nature with unreal colors, too “real”, fatiguing to watch them.

it’s a record of times and dynamics, if you’re in a hurry or you have little time or if you’re in the wrong place this record does not go well at all, better listen to some other record.

In this album of mine I have sought the pleasure of all the sounds, the smallest, the most microscopic, the deep ones, the abyss, but to appreciate them we must slow down, stop, abandon ourselves. A bit like when we want to see the starry sky, we must move away from the town with its light pollution, we must look for the darkest darkness.

This record is a concept: the invitation to reconsider our attitude towards everyday moments;

technology influences our way of interacting, inevitably, it is a very fast technology with a certain and immediate result, a technology that falls asleep with iimagination.

In playing the extremely limited instrument that I have built, practically devoid of technology, my imagination has done gymnastics, the imagination that works in the presence of limits, hypertrophies.

Usual, automatic gestures, induced by familiar instruments, are no longer applicable

This record is first of all an idea, a concept, a strong idea becomes the first musical instrument.

The compositions were made mostly at night, recorded at night, I live a lot and work at night music, and I realize that this factor has influenced the result so much, it seems to me that listening to it during the day does not do it justice.

This record whispers in the dark.

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