LVXPSS: nuovo album in lavorazione

Finalmente siamo alle fasi finali della composizione dei brani che saranno contenuti nel prossimo album del progetto Lovexpress.

Per questi nuovi brani ho deciso di procedere in modo differente per quanto riguarda la composizioine, una procedura completamente diversa e poco “ortodossa”; la creazione dell’album precedente “stars” è stato di ispirazione e mi ha indicato una nuova via per comporre e creare brani con la band e in questa nuova tornata ho deciso di calcare la mano ed applicare in maniera decisa ed estrema tale metodo.

Abbiamo portato avanti 12 composizioni contemporaneamente, normalmente si procede dedicando molto tempo ad ogni singola composizione cercando di completarla per poi passare ad un altro pezzo e via a seguire.In questo caso ad ogni prova della band si dedicava solo poco tempo per risuonare quello che era l’abbozzo iniziale di cio’ che sembrava piacevole all’ascolto prestando attenzione se accadeva qualcosa di nuovo e immediatamente dopo si passava a risuonare i restanti undici abbozzi, ad ogni prova si applicava lo stesso procedimento.In tal modo ad ogni ascolto l’orecchio era piu’ o meno vergine, non violentato da estenuanti prove e riprove del singolo brano per migliorarlo e aggiustarlo, se nel suonarlo funzionava e all’ascolto risultava piacevole allora si faceva tesoro e si registrava quel poco di nuovi arrangiamenti e parti che risultavano efficaci, altrimenti se niente di nuovo accadeva o se addirittura fosse risultato poco gradevole il pezzo sarebbe stato messo in standby e ripreso alla prova successiva con la possibilita’ di essere abbandonato perchè privo di “crescita spontanea”.

Ho notato che questa procedura risulta essere molto efficace per una band quale Lovexpress che lavora molto sulla performance “live”, lo stesso disco precedente non ha sovraincisioni, la batteria è triggerata e attiva suoni di synth e samples, procedendo con questo tipo di lavoro i pezzi crescono a poco a poco tutti contemporaneamente ed ogni volta che ci si ritrova in sala prove per lavorare si ha l’impressione di ascoltare per la prima volta ogni singolo pezzo, l’orecchio non è assuefatto ancora ai pezzi ed è piu’ semplice essere intransigenti con se stessi e scartare cio’ che non piace.

Questo metodo di lavoro ha pero’ creato un piccolo problema al batterista: Daniele per un anno non ha mai sentito suonare un pezzo dall’inizio alla fine, al suo orecchio apparivano sempre e solo degli abbozzi di pezzo senza arrangiamento, nella mia testa il quadro era chiarissimo e, come Cristoforo Colombo, intimamente ero convinto che prima o poi si sarebbe arrivati a toccar terra e chiudere ogni pezzo, ma per il batterista era diverso, era abituato da sempre a comporre un pezzo alla volta e chiuderlo quanto prima possibile; ho rischiato davvero l’ammutinamento, Daniele ha esternato la sua insoddisfazione e la sensazione di non avere concluso niente in un anno.

La svolta finale è stata quando mi son presentato alle prove con tutte e 10 le parti cantate di 10 brani,( si, due abbozzi/brani non han retto il percorso e son stati cestinati) anche per le voci ho proceduto nella stessa maniera pero’ a casa, non volevo che gli altri due sentissero canticchiare ogni volta qualcosa di non finito, ho portato avanti 10 parti di voce contemporaneamente, un tentativo improvvisato per ogni pezzo ogni volta che mi ci mettevo e lentamente aggiungere un tassello alla volta tenendo cio’ che mi piaceva scartando il resto, le parti di voce son cresciute spontaneamente; la mia intenzione era, per quanto riguardava la parte di voce di avere come giudici Lorenzo e Daniele che avrebbero ascoltato per la prima volta i pezzi con in piu’ la voce, le loro orecchie completamente prive di indizi su come poteva essere il cantato. Lorenzo nell’ascoltare i brani con la voce stentava a riconoscere le canzoni, era entusiasta, Daniele finalmente ha visto dieci brani schizzare letteralmente in avanti , da abbozzi a canzoni complete.

Adesso facciamo delle prove in cui suoniamo tutti i dieci brani e lasciamo che gli arrangiamenti accadano spontaneamente , contiamo a fine settembre /ottobre di entrare in studio di registrazione per metter nero su bianco tutto questo lavoro.

Sono entusuasta di questo modo nuovo di lavorare e comporre, data la mia natura un po ossessiva e maniacale, il non soffermarmi sui pezzi mi fa solo bene, se qualcosa non va me ne accorgo subito, prima che l’orecchio si abitui e sia troppo generoso con materiale di bassa qualita’.

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