“The Million Year Girl” Lavoro Finito.

Il secondo album del progetto Lovexpress è ormai ultimato ed è in stampa, disponibile prestissimo, credo entro giugno, in formato LP e cd . Il lavoro è composto di otto brani registrati in una unica sessione live presso l’elfo studio di Alberto Callegari, mixato e masterizzato da Luca Vittori, la grafica è di Ambra Garlaschelli.

LVXPSS recording @ elfo studio 12/01/2020

“the million Year girl” è una raccolta di otto brani nei quali abbiam riversato tutto quello che spontaneamente ci suggerivano le varie session di i mprovvisazione, non ci siam prefissati obbiettivi particolari se non quello di essere il piu’ intransigenti possibili verso quei brani che non sembravano “crescere”, gli si dava una o due possibilita’ dopo di che si decideva di abbandonarli, a malincuore in certi casi in quanto sembravano avere dei bei spunti, ma desideravamo mantenere il piu’ possibile un approccio istintivo alla composizione, il non dover ragionare troppo, anzi, poter non ragionare assolutamente e lasciar che le cose accadessero.Di fatto tutti e gli otto brani nascono come delle vere e proprie improvvisazioni, difficilmente si ritrova in esse la classica forma strofa/ritornello, la voce e il cantato intervengono piu che altro a completare il quadro.

ENGL.

The second album of the Lovexpress project is now complete and is in print, available very soon, I believe by June, in LP and CD format. The work consists of eight songs recorded in a single live session at the elf studio of Alberto Callegari, mixed and mastered by Luca Vittori, the graphics are by Ambra Garlaschelli.

“the million Year girl” is a collection of eight songs in which we have poured out everything that the various sessions of the improvisation suggested spontaneously to us, we have not set ourselves particular objectives except that of being as intransigent as possible towards those songs that did not seem to “grow”, they were given one or two possibilities after which they decided to abandon them, reluctantly in some cases as they seemed to have good ideas, but we wanted to keep as much as possible an instinctive approach to the composition, not having to reason too much, on the contrary, being able not to reason absolutely and let things happen. In fact, all the eight songs are born as real improvisations, it is difficult to find in them the classic verse / refrain form, the voice and the sung they intervene more than anything else to complete the picture.